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E' possibile effettuare diversi itinerari nella Riserva dello Zingaro di varie difficoltà. Il tratto più bello, a mio parere, è quello di San Vito Lo Capo. Il periodo consigliato per visitare la riserva è la primavera, ma anche in inverno riesce ad essere molto suggestiva. Non potrete fare il bagno ma sarà possibile assaporare la natura selvaggia del luogo in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Gli itinerari sono ben segnalati. E allora zaino in spalla, munitevi di cartina all'ingresso del parco, scegliete il vostro percorso e ... partenza !!! Itinerario 1:
Ingresso Nord - Grotta dell'Uzzo:
tempo di percorrenza 1h andata e Itinerario 2: Ingresso Nord - Borgo Cusenza: Tempo di percorrenza 3h andata e ritorno. Una piacevole passeggiata verso l'interno che permette di assaporare la natura selvaggia e quasi incontaminata del luogo. Leggermente più impegnativa rispetto alla precedente offre al visitatore la possibilità di osservare più attentamente la flora del luogo. Al primo bivio seguite le indicazioni per Borgo Cusenza. Il rientro si effettua percorrendo a ritroso la stessa via dell'andata. Itinerario 3:
Ingresso Nord - Borgo Cusenza - Sughero - Grotta dell'Uzzo - Ingresso
Aspetto le vostre foto e i vostri ... diari di viaggio !!!
Erice, anticamente abitata dai Sicani, secondo la tradizione fu fondata dagli Elimi, antica popolazione della Sicilia Occidentale, discendente dei Troiani sin qui giunti con Enea. In onore di Elimo ed Egesto, i primi troiani che raggiunsero l'isola (stanziatisi lungo il fiume Crimiso in territorio Sicano) Enea edificò due città: Egesta, che poi divenne Segesta, ed Elyma, corrispondente all'odierno Monte Erice. Con i Greci Erice divenne il rifugio segreto di Afrodite, che qui celava i suoi incontri amorosi agli uomini. Salvò Bute, un componente della spedizione degli Argonauti, che si era gettato in mare attirato dalle Sirene e dalla loro unione nacque Erice (che fondò la città in onore della madre). Sulla Rocca fu edificato il Tempio di Venere. La parte più antica della struttura era costituita da filari di muratura megalitica (edificati secondo il mito dai Ciclopi), poggiati su uno strato di pietre a crudo (senza usare la malta come collante). Secondo la leggenda l'opera di allargamento è stata eseguita da Dedalo. Il sito dell'area sacra è stato identificato a sud-est del Monte Erice. Il santuario era costituito da un tempio, circondato da un portico. Gli unici resti oggi visibili sono costituiti dai muri di una casa punica, un bagno romano ed una cisterna. L'area sacra era circondata da un bosco, sacra espressione del fecondo divenire della natura, tracce del quale sono giunte sino a noi. All'ingresso c'era una vasca per il bagno rituale, per purificare il corpo prima di ricevere il sacro abbraccio d'amore. Le ierodule, le sacerdotesse consacrate alla dea, indossavano una fascia rossa che copriva loro i fianchi, simbolo della condizione di rappresentanti della dea. Il 15 agosto venivano celebrate le cerimonie in onore di Afrodite, l'anagogìa (la partenza) e la catagogìa (il ritorno). Le sacerdotesse facevano volare le Colombe (animale sacro alla dea punica Astarte e a Venere), che accompagnavano Afrodite nel suo viaggio alla volta di Cipro (dove esisteva un santuario gemello) e nel suo ritorno ad Erice, 9 giorni dopo, Nel giardino interno sono visibili decorazioni architettoniche probabilmente risalenti ad età media e tardo-repubblicana. Con l'avvento del cristianesimo i riti in onore alla dea furono vietati. Ai piedi del Monte Erice fu innalzato un tempio alla Madonna (la Bella dei sette Veli), la città stessa cambiò nome (fu Monte San Giuliano sino al 1934) e le sacerdotesse presero il nome dispregiativo di Colombine, per via del rito delle colombe. Nonostante ciò sino al XVI secolo la gente continuava a salire sulla rocca per assistere al volo delle colombe, e la Chiesa fu costretta a concedere indulgenze plenarie a chi, invece, avesse partecipato ai festeggiamenti in onore dell'Assunta. In epoca Normanna, sulle mura megalitiche, fu edificato il Castello. Un ponte, poi sostituito da un viadotto a gradini, collegava lo sperone isolato di roccia alla pianura circostante, in cui stavano i corpi avanzati della fortezza. Nel 1873 il Conte Agostino Pepoli ricostruì la torre pentagonale su quella centrale, distrutta nel XV sec. ed ampliò la struttura delle Torri del Balio, rinvenendo resti di pavimenti musivi.*
*(notizie storiche tratte da: S. Spoto - Miti, riti, magia e misteri della Sicilia - Newton & Compton Editori)
Erice mantiene tuttora inalterato il ruolo conquistato in epoca greca e romana, di città cosmopolita, dedita al progresso dell'uomo attraverso la ricerca scientifica ed uno spirito di comunione universale. In nome di questo ideale quest'anno due nuovi importanti avvenimenti sul suo territorio, l'Itaca Village, al via dal 22 al 27 luglio 2008, e la tappa finale del Guya Trekking 2008, i primi di agosto. Percorrendo i suoi vicoli potrete scoprire l'ammaliante atmosfera che la città cela. Entrando da porta Trapani vi troverete di fronte la Chiesa Matrice di epoca medievale, edificata con le pietre provenienti dal Tempio di Venere. Potrete salire sul campanile ed ammirare la vista che offre, oppure, approfittare di una sosta per assaggiare le specialità del luogo: le genovesi, biscotti fragranti ricoperti di zucchero a velo e ripieni di morbida crema, ... caldi si sciolgono in bocca (ne esistono numerose varianti, vuote, alla nutella ...).
Se siete in visita ad Erice un piccolo itinerario nelle vicinanze: Valderice, splendida località di mare ai piedi del promontorio roccioso su cui sorge la città fenicia, è una piccola cittadina con le case in pietra, rossi gerani alle finestre, una scogliera che ricorda i crateri lunari, ed un'acqua verde, a tratti di un blu intenso, con un'arietta lieve che accarezza il viso. All'orizzonte il profilo di Monte Cofano e la vostra prossima tappa: Custonaci. D'obbligo una tappa alla Grotta Mangiapane, dove nel periodo natalizio viene realizzato il presepe vivente. Se siete fortunati potrete vederlo nella sua veste estiva (da qualche anno il "Presepe" viene riproposto in Agosto), altrimenti potrete osservare dall'esterno gli antichi ambienti di vita contadina, od intraprendere un'ascesa a Monte Cofano. A San Vito Lo Capo si trova uno degli accessi alla Riserva dello Zingaro. In mezz'ora potrete raggiungere Baia dell'Uzzo e godere delle sue acque fresche cristalline (molto affollate in estate), oppure cimentarvi in una piccola ascesa e raggiungere la preistorica Grotta dell'Uzzo. Non lasciatevi ingannare dal fatto che siano località di mare. Il periodo migliore per godere di questi luoghi è maggio, giugno o settembre, ottobre per qualche bagno fuori stagione, ma anche in inverno riescono ad essere incredibilmente affascinanti. Se non siete ancora sazi, vi aspetta Marsala, le Saline di Trapani, le Isole dello Stagnone e Mozia. Fermatevi a parlare con i custodi, nonché proprietari dell'isola, sono ragazzi in gamba ed hanno storie interessanti da raccontare. Da Trapani, prendendo l'aliscafo, in un'ora, un'ora e mezza potrete raggiungere le Egadi, Favignana, e l'affascinante Marettimo. Se invece preferite arte e storia a mezz'ora circa vi aspetta lo splendido Tempio di Segesta, con il suo Teatro dall'affascinante scenografia naturale, che al tramonto si tinge di mille colori, o Selinunte, visibile grazie ad un'antica tecnica di restauro, oggi purtroppo non più utilizzata, che ci permette di apprezzare i templi nella loro maestosità, altrimenti avremmo avuto uno spettacolo simile a quello che si offrì agli occhi di Houel dopo il terribile terremoto che squarciò la zona nel XVIII sec, un ammasso indistinto di rocce crollate. Se invece preferite un po' di relax potete recarvi alle Terme di Acquapia, al confine tra Trapani ed Agrigento. Che dirvi ancora? C'è molto altro da vedere nella zona, ma non voglio togliervi la sorpresa, il resto lo scoprirete da voi ... !!!
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Isole dello Stagnone Monte Cofano Le Saline di Trapani
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WebMaster Virgillito Maria.
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