"Guardare questi paesaggi meravigliosi, colline, alberi e cielo sembra che si tocchino. Sento la mia anima espandersi come se potesse respirarli, e respirandoli diventasse tutt'uno con l'infinito ... !!!"

Home     Chi siamo         Leggende       Curiosità          Escursioni       Tutela Ambientale    Indicazioni Stradali    Gran Tour        Folklore    Contatti     Bibliografia         

     

 


Chi siamo

Leggende
Curiosità
Tutela
Escursioni

Indicazioni Stradali
Grand Tour
Tradizioni
Diario di viaggio

Contatti

Bibliografia

 

 

 

 

 

RAGUSA

 

 

  • Modica Bassa

  • Modica Alta

  •  

  • Architettura Civile

  • Cavalcata di San Giuseppe

  •  

  • Donnalucata (frazione Scicli)

  • Riserva del Fiume Irminio

  •  
       
  • La censura del sito "accaddeinsicilia"

  • Intervista a Carlo Ruta

  • Coni d'ombra sul delitto Spampinato

  • _______________________________________________

    Modica

    Modica si trova a 115 km da Catania. E' raggiungibile in circa 2 ore di auto. Come tutte le città degli Iblei è arrampicata sulla roccia è colpisce per la sua conformazione. E' suddivisa in 2 parti: Modica Alta, che sembra quasi un piccolo presepe con le casette abbarbicate sul versante roccioso e Modica Bassa, situata nella Valle di confluenza dei 2 torrenti, lo Janni Mauro e il Pozzo dei Pruni, coperti dall'alluvione del 1902. Oggi al loro posto si snodano le vie principali, Corso Umberto e Via Marchesa Tedeschi, lungo i quali si articola la nostra visita.

     

    MODICA BASSA: Possiamo cominciare dalla Chiesa incompiuta di Santa Maria delle Grazie, in P.zza Rizzone, seguita dall'ex convento dei Padri Mercedari, costruito nel 1681 come Lazzaretto, oggi trasformato in Biblioteca comunale e Museo Etnografico. Al primo piano potrete vedere la ricostruzione degli ambienti contadini. La Chiesa di Santa Maria presenta all'esterno una facciata con 2 nicchie senza statue, e un bassorilievo con lo stemma della contea sul portale. L'interno è suddiviso in 3 navate con archi a tutto sesto. Gli affreschi sulla volta, sulla cupola (Evangelisti, profeti e simboli della Madonna) e nel presbiterio (storie della Vita della Vergine) vivacizzano l'ambiente. La Chiesa è dedicata alla Madonna che apparve al fondatore dei padri Mercedari e liberò la città dalla peste nel 1709. Da allora è la patrona della città. La Chiesa del Carmine risale al XV secolo, anche se il Campanile e la Nicchia per la Madonna sono posteriori al terremoto del 1693. L'interno è preceduto da un vestibolo e da un arco gotico. La Chiesa, ad una navata, contiene un gruppo del Gagini e un'acquasantiera di particolare pregio artistico. Non tralasciate di visitare il Museo Campailla, filosofo e medico, e le sue "stufe mercuriali", con cui curava la sifilide. Sulla Via Marchesa Tedeschi troverete il Palazzo Municipale, con la lapide che indica il livello raggiunto dall'acqua nell'alluvione del 1902, la chiesa di San Domenico e il convento dedicato alla Madonna del Rosario. La Chiesa, ad una navata, con volta a botte, riporta lo stemma dei domenicani sulla porta d'ingresso circondato da 4 nicchie e 4 statue.  Bellissima la Chiesa di Santa Maria di Betlemme, dichiarata monumento nazionale. Fu edificata nel 1440 su altre quattro chiese preesistenti. Contiene un Cristallo di Rocca, al cui interno è un "capello della Madonna". Dell'antica chiesa è rimasto intatto solo il portale della navata destra. La facciata è a 2 ordini, quello inferiore contiene 3 portali, quello superiore un finestrone. L'interno è a 3 navate, con tetto a capriate decorato e istoriato. Il pavimento in marmo e il Campanile sono della fine dell'800.  La Cappella del Sacramento, detta "Cappella Palatina" è del XV secolo, chiaro esempio di architettura tardo-gotica, con influssi arabo-normanni e catalani. A pianta quadrata ospita sull'altare un dipinto 500esco su pietra. Nella navata sinistra è presente un presepe con statue in terracotta di Caltagirone. Lo scenario si ispira alla Cava di Santa Maria e riproduce scene di vita quotidiana e familiare. Casa De Leva, presenta un bel portale, forse appartenuta ad una preesistente chiesa. La Chiesa di San Pietro è il Duomo della città, di fronte cui si svolge la festa più importante, la Madonna Vasa Vasa il giorno di Pasqua. Fu colpita dal terremoto del 1693, proprio durante la ricostruzione, mentre si tentava di sostituirla alla vecchia Matrice, la Chiesa di San Giorgio a Modica Alta. Ignoto il nome del progettista. Il primo ordine presenta caratteri secenteschi nei portali, nelle colonne e nelle trabeazioni. Il 2° ordine rinvia allo stile rococò della seconda metà del 700. L'interno è a 3 navate, con capitelli corinzi. Le cappelle 700esche propongono motivi tardo barocchi nelle colonne tortili. L'abside è ricca di elementi decorativi realizzati dal Padula, lo scultore napoletano autore del presepe nella Chiesa di San Bartolomeo a Scicli. All'interno è presente una scultura rinascimentale della Madonna di Trapani. Tra l'architettura civile ricordiamo Palazzo Ascenzio, Palazzo Rubino, con i caratteristici balconi, Palazzo Arena e il Teatro Garibaldi

     

    MODICA ALTA: incredibilmente affascinante di sera. Potete iniziare la visita dall'alto, oppure seguire il percorso più spettacolare. Da Via Garibaldi seguite la strada sempre diritto sino ad arrivare alla monumentale Scalinata di San Giorgio, 250 scalini divisi in 4 rampe, disegnati a forma di calice. Arrivati in alto la vista è superba, sia il panorama di Modica, che la facciata della chiesa. La Vecchia Matrice di San Giorgio è stata edificata nel 1090 su una preesistente chiesetta del 300 d.C. innalzata alla morte del santo. La Chiesa fu interamente ricostruita dopo il terremoto del 1693. La facciata, a 3 ordini di colonne aggettanti, ha una forma ad organo il cui aspetto curvilineo è esaltato dalla guglia finale che da slancio all'insieme. L'interno è diviso in 5 navate (cosa abbastanza rara in Sicilia), cui corrispondono 5 porte nel prospetto principale. La pianta è a croce latina, e presenta nel pavimento del transetto una meridiana solare. Da una finestrella circolare posta lungo la parte finale della navata destra entra la luce che a mezzogiorno colpisce la linea disegnata all'interno, quella indica il mezzogiorno. All'incrocio tra le navate e il transetto vi è la cupola centrale. Monumentali i 4 pilastri che la sostengono. Monumentale  il grande organo con 3000 canne, 80 registri e 4 tastiere. Sulla sinistra della navata centrale la tomba del filosofo Campailla. Nella navata di destra un antico dipinto su legno, salvatosi dalla distruzione della vecchia chiesa, raffigura la Natività. Notate le linee prospettiche. Il corpo della Madonna si piega leggermente per inserirsi all'interno della cornice seguendone il disegno, sullo sfondo in alto a destra, a dare profondità all'insieme, la visione prospettica di un colonnato. Lungo la navata destra il Martirio di Sant'Ippolito del 1671. Colpiscono le figure per il realismo delle espressioni, due in particolare poste nell'angolo in basso a sinistra. Spostatevi guardando il dipinto, sembrerà che vi seguano con gli occhi. In particolare quello in posizione più centrale sembra quasi ruotare il collo verso di voi. Proseguite lungo questa navata. Troverete l'Arca Santa, in argento sbalzato realizzata a Venezia nel XIV secolo. Bellissima la cupola della Cappella di San Giorgio, alla fine della navata destra. Nella stessa cappella, la statua di San Giorgio al centro, e ai lati, sulla sinistra San Giorgio e il drago, sulla destra l'Assunta del Paladino (1610). Sull'altare centrale un polittico in legno del 1573, raffigurante scene di vita di San Giorgio e Sant'Ippolito, costituisce la tribuna. L'altare maggiore è in argento sbalzato. Nella navata sinistra la Cappella del SS Sacramento con la statua della Madonna della Neve.

    Attaccato alla Chiesa Palazzo Polara con la sua ricca pinacoteca. Non perdete di visitare i resti del castello, percorso da grotte e sotterranei alcuni dei quali si dice arrivino alla Chiesa Santa Maria di Betlemme, Palazzo Napolino che presenta la più bella facciata del barocco modicano, piazza San Giovanni con l'omonima Chiesa, con l'ampia scalinata e i 26 pilastri sormontati da statue. Splendida la facciata, oggi in restauro, dell'ex Chiesa di Santa Maria di Gesù, uno dei pochi esempi di architettura antecedente il terremoto del 1693. Uscendo dal paese la piccola chiesetta di San Giacomo, in un luogo altamente suggestivo, è forse la più antica della zona. Al suo interno un antico altare in pietra.

     

    Il resto divertitevi a scoprirlo da soli, camminando per le strade e i vicoli di Modica. Angoli suggestivi, squarci di panorama su Modica Bassa e facciate, balconi, appartenuti ad antichi palazzi nobiliari. E .... non dimenticate di assaggiare la cioccolata. ... Dopo tutto questo camminare vi siete meritati una pausa davanti ad una tazza calda, fumante o una tavoletta da sgranocchiare seduti sui gradini, osservando la città addormentata ai vostri piedi. 

     

    Scicli

    La prima volta che ho visto questa città sono rimasta senza fiato, assolutamente sbalordita. Ho iniziato la visita da Colle San Matteo, vi lascio immaginare il panorama ! ! ! La roccia scavata con le sue grotte si estendeva sotto di me, lasciando libero sfogo all'immaginazione. I suoi panorami mozzafiato, la sua storia, le sue Chiese l'architettura così particolare nel dettaglio mi hanno affascinata e Scicli vi entra nel cuore per non uscirne più.

    La città fu fondata dai Siculi tra il 1500 e l'800 a.C. Incerte sono le origini del suo nome. Alcuni lo fanno risalire alla Carrubba (siliqua) diffusa su tutto il territorio ibleo, altri alla presenza di una probabile zecca (sicla), ma la spiegazione più convincente è che siano stati gli stessi fondatori, i siculi, primi abitatori della zona, a dare il nome alla città, pervenutoci poi nella sua forma araba. Per visitare Scicli potete partire dal centro e arrivati in Via San Bartolomeo seguire la stradina che sale sino a Colle San Matteo e all'omonima Chiesa, oppure potete iniziare la visita dall'alto e decidere di scendere a valle seguendo l'itinerario non tracciato che passa all'interno di Chiafura, o il sentiero ciottolato a destra della Chiesa. Io vi consiglio di partire dall'alto. La vista di cui godrete vi affascinerà subito e vi proietterà in un'altra realtà, quella delle 100 bocche di Chiafura, primitivo insediamento trogloditico della zona, costituito da una serie di grotte scavate nella roccia, abitate sin dai tempi più remoti. Al loro interno erano ricavate vere e proprie abitazioni, con letti, "armadi", "vani portaoggetti", .... il tutto ... in pura roccia. Il primo luogo di culto per gli abitanti di Chiafura è stata la Chiesetta rupestre di Piedigrotta, sostituita poi alla fine del 700 con la vecchia Matrice, la Chiesa di San Matteo, abbandonata sul finire del XVIII secolo. La Chiesa, a 2 ordini con colonne corinzie che decorano l'ingresso e il finestrone sovrastante, ha una pianta basilicale a 3 navate. Fu abbandonata dalla fine dell'800 e oggi è in stato di completo abbandono. Giunti al centro avrete l'imbarazzo della scelta. In Piazza Italia, luogo di ritrovo e sede del Cinema troverete la Chiesa Madre, di chiaro stile barocco. La facciata è a 2 ordini, chiusi da due campanili e da un timpano. Originariamente era annessa al Collegio dei Gesuiti, che poi fu demolito per fare posto ad una scuola. L'interno è a 3 navate. L'altare proviene dalla vecchia Chiesa, ormai demolita, di Santa Maria la Piazza. Nelle navate laterali trovano posto Santa Maria delle Milizie e San Guglielmo, protettori della città.  La Chiesa di San Bartolomeo sorge nell'omonima cava. La facciata è dei primi dell'800 a 3 ordini. L'interno è a croce latina. Di particolare rilievo 1 dipinto, "La Deposizione" e 1 Presepe della Scuola Napoletana. Da Piazza Italia spostatevi sulla Via Mornino Penna, dichiarata nel 2002 Patrimonio dell'UNESCO. Qui hanno sede i monumenti più rappresentativi del barocco locale: il Palazzo di Città, il Municipio. Nella Chiesa di San Giovanni, particolare per l'ondulazione verticale esterna e l'interno di forma ovale, potrete ammirare un dipinto 500esco, raffigurante un Cristo in gonnella, molto diffuso nella tradizione spagnola, ma raro in Italia. La Chiesa di San Michele, con facciata a 3 ordini animata da colonne corinzie, si erge tra Palazzo Bonelli e Palazzo Veneziano-Sgarlata. Vi consiglio di tornare qui di sera, sia per godere la splendida vista della pietra di Ragusa che risalta sotto l'illuminazione notturna che per trascorrere la vostra serata in alcuni dei caratteristici luoghi di ritrovo che impreziosiscono la via. Non dimenticate di visitare la Chiesa di Santa Teresa, in cui la scelta della finestra quadrilobata ha avuto un ruolo essenziale nella diffusione della luce all'interno, e la Chiesa di San Giuseppe all'interno del Quartiere Altobello. Qui le stradine disegnano un insieme intricato di viuzze, casette basse e grotte tipiche del tessuto urbano 700esco. Sulla Collina della Croce godrete di un bella vista sulla Cava di San Bartolomeo e di una visione mozzafiato di Chiafura. Non tralasciate la Chiesetta della Croce, piccola ma particolare. La facciata risale ad epoca tardo-gotica. L'interno è ad una navata sola, di forma rettangolare e con abside circolare. Nella nicchia centrale era presente una bella statua della Madonna di Sion distrutta da vandali vent'anni fa. Recenti lavori di restauro hanno scoperto una grotta che si affaccia sulla Cava di S. Bartolomeo, cui è difficile accedere. Le pareti sono decorate con affreschi di difficile interpretazione che fanno pensare possa trattarsi dell'Eremo di Giovanni Morifet.

    ARCHITETTURA CIVILE

    Di notevole interesse, oltre ai palazzi precedentemente citati: Palazzo Fava, e Palazzo Beneventano. Il primo si trova all'angolo con Via S. Bartolomeo, e attira per il bel portale e gli eleganti balconi, in particolare quello "Dei Grifi", così detto per le mensole costituite da sculture barocche. All'angolo con la strada che porta a Colle S. Matteo si trova Palazzo Beneventano. La sua particolarità nasce proprio dalla sua posizione. Essendo costruito ad angolo l'esterno ha 2 facciate. I 2 prospetti sono uniti da un cornicione, non completo nella parte superiore, e da un cantonale diamantato che equilibra la visione d'insieme. Il cantonale è chiuso alla base da una statua di San Giuseppe e in alto da 2 teste di moro sormontate dallo stemma di famiglia. Altri esempi splendidi di architettura civile si trovano lungo la Via Mornino Penna.

    Nella Piazza centrale, di fronte al Cinema Italia, troverete 2 punti di informazione turistica: uno del comune, ed uno privato in cui persone esperte sapranno consigliarvi al meglio per la visita della città.

     

    A Scicli nella seconda metà di marzo si svolge la Cavalcata di San Giuseppe. La festa, che vanta origini antichissime, saluta l'arrivo della Primavera, coincidente con l'equinozio primaverile. Una cavalcata si snoda lungo le strade del paese illuminate da grandi falò. La sfilata ricorda la fuga di Maria e Giuseppe dall'Egitto, e si tinge dei colori dei fiori e di antichi significati atavici che si perdono nella notte dei tempi. L'equinozio primaverile, coincidente con la rinascita della natura, era, ovunque, salutato con processioni rituali e fuochi di purificazione.  Le bardature sono un inno alla vita e rievocano scene della vita del Santo. San Giuseppe protettore della famiglia, viene evocato, oggi come in passato, all'inizio della primavera per proteggere i raccolti e il bestiame dalla siccità estiva. La festa è talmente radicata nei costumi locali da suscitare l'attenzione di grandi scrittori come Elio Vittorini che ne parla in "Conversazione in Sicilia". Lo stesso scrittore inoltre ne "Le Città del Mondo" dice di Scicli "... è la più bella città che abbiamo mai vista, ... forse è la più bella di tutte le città del mondo...". A sera, finita la processione, ci si ritrova accanto ai pagghiari (i falò) per gustare carne alla brace e piatti tipici.  Non perdetevela ! ! ! 

     

    Donnalucata (frazione di Scicli)

     

    Se siete stanchi e volete rilassarvi un po' vi consiglio di fare una capatina a Donnalucata, una località marinara frazione di Scicli.  Il suo nome deriverebbe dall'arabo "Ainlu Kat" (Fontana delle Ore), per via di una fonte d'acqua dolce che sfocia in prossimità del mare. La cittadina è incantevole in qualunque stagione. D'estate il suo lungomare e le sue spiagge sono gremite di turisti, in inverno i suoi ritmi lenti cullano il vostro sonno o le vostre passeggiate lungo le rive del mare. Il tempo sembra essersi fermato in questo luogo d'incanto. Potrete visitare i luoghi in cui sono state girati numerosi film, dal Gattopardo a Montalbano. Nel mese di marzo non perdetevi i due eventi che segnano la vita del paese: la Sagra delle Seppie e la Cavalcata di San Giuseppe, gemella di quella di Scicli (tranne che per i falò).

     

     

    Riserva del Fiume Irminio

    Vicino Donnalucata, in direzione Marina di Ragusa, 500 mt sulla sinistra si trova l'ingresso della "Riserva Naturale Orientata Foce del Fiume Irminio". Un luogo splendido immerso nella tipica vegetazione fluviale. All'interno della riserva diversi itinerari adatti a tutti. E' un luogo particolarmente indicato per famiglie con bambini. E' l'ideale per avvicinare i più piccoli alla natura, ed insegnargli ad amare piante ed animali, osservando e toccando con mano le molteplici sfaccettature che Madre Natura offre.

    Per raggiungere la torretta d'avvistamento o la foce sarà necessario guadare il fiume. E' più semplice di quanto sembri: camminate sul ponte di tronco (foto a destra) aiutandovi immergendo nell'acqua un bastone di legno mentre camminate. Vi servirà a distribuire il peso, mantenendovi in equilibrio ed evitando ... un bagno fuoriprogramma. Portatevi i ricambi comunque, ... non si sa mai !!!

    In estate, raggiunta la foce, potrete concedervi un bagno rigenerante nelle fresche acque del mare. Se visitate la riserva in primavera o in autunno ricordatevi il binocolo. Potrete dedicarvi al birdwatching, grazie ai numerosi capanni presenti lungo il cammino. L'Irminio, infatti, insieme ad altri fiumi e laghi della Sicilia (Biviere di Cesarò, Biviere di Lentini, ...), è di importanza fondamentale in quanto area di sosta per uccelli sia stanziali che migratori. Questo aggiunge pregio ed importanza all'oasi e ne fa una delle emergenze da tutelare e proteggere dell'isola.

     

     

    tutela ambientale sicilia, sostenibilità turismo sicilia, itinerari sicilia, escursioni sicilia, turismo alternativo sicilia, escursioni culturali sicilia, ecosostenibilità turismo sicilia, turismo alternativo sicilia, scopri sicilia, sicilia insolita, sicilia scoprire, luoghi arte sicilia, libera informazione sicilia, castelli sicilia, isole sicilia, visita sicilia, parchi naturali sicilia, turismo sicilia, scoperta sicilia, visitare sicilia, monumenti, chiese, noto, barocco, centri storici sicilia, leggende sicilia, tradizioni sicilia, feste, sicilia, sagre sicilia, folklore sicilia, ecosostenibile, ambiente, difesa protezione natura sicilia, informazione turistica,  

         Chi siamo         Leggende       Curiosità                   Indicazioni Stradali               Folklore        

    WebMaster Virgillito Maria.
    Copyright © 2001 [Il Sole Ke Ride]. Tutti i diritti riservati.
    Ultimo aggiornamento: 22-11-10.