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Arrivati a Favignana, vi colpirà il caos del porto, tutto sembra tranne che una selvaggia isola naturale. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze. La bellezza di questi luoghi si scopre giorno dopo giorno, avventurandosi tra le sue cale in bici, per poter scoprire gli angoli più nascosti inaccessibili alle auto. In men che non si dica vi muoverete secondo i ritmi dell'isola. La mattina prima di decidere in quale caletta recarvi scendete in Piazza e osservate la Bandiera segnavento posta sulla Chiesa Madre. Se soffia la Tramontana (da Nord), recatevi sul versante meridionale dell'isola, se soffia lo scirocco (da sud) avrete via libera nel versante settentrionale. Vi consiglio comunque di visitare le zone battute dal mare, sono di una bellezza selvaggia, inenarrabile. In mezzo ai flutti e alle scogliere battute dal vento, sembrerà quasi di scorgere Ulisse sulla sua nave con i prodi compagni che si apprestano allo sbarco.
Favignana, e le Egadi in genere, non è solo mare, ma anche storia e archeologia. Potete visitare Cala di San Nicola con le sue incisioni rupestri e i primi insediamenti neolitici della zona, Cala Rossa, uno dei luoghi più belli e suggestivi dell'isola, legato ad un aneddoto storico. Il suo nome deriva dalla battaglia decisiva tra Romani e Cartaginesi che qui si combatté. L'acqua del mare si colorò di rosso per il sangue versato e sul fondo del mare giacciono ancora innumerevoli relitti di navi puniche e romane.
Questo il motivo per cui nelle Egadi, nel 2001, si decise di istituire il 1° Parco Archeologico Sottomarino d'Europa. Purtroppo, il progetto originario è stato abbandonato e ad oggi è stata trasformata in museo sottomarino solo una piccola area dei fondali di Levanzo ... !!!
Monte santa Caterina merita una visita nel primo pomeriggio. Arriverete giusto in tempo per assistere al tramonto. Dominerete tutto l'arcipelago e vedrete il cielo tingersi di colori stupendi. Forte Santa Caterina, il vecchio castello di Favignana, verte purtroppo in pessime condizioni. Castello normanno prima, prigione borbonica e fascista poi, ed infine avamposto militare usato dagli alleati durante la II Guerra Mondiale (sono ancora visibili alcuni degli strumenti radar utilizzati), è oggi completamente abbandonato a se stesso. La visita non è delle più agevoli, vi muoverete tra calcinacci, fili elettrici scoperti e locali in stato d'abbandono. Si auspica che quanto prima le autorità competenti decidano di mettere mano al restauro e di porre fine allo scempio cui sono sottoposti questi luoghi.
Nell'arco di meno di un decennio le Egadi, Favignana in particolare ha assistito ad una "cementificazione" selvaggia che ha alterato lo scenario selvaggio che eravamo abituati a vedere, e se sicuramente sono spettacolari i giardini ipogei realizzati nelle vecchie cave di tufo (soprattutto nella zona di San Nicola) ci chiediamo come sia possibile mantenerli in un'isola priva di falde acquifere.
All'arrivo vi verrà consegnata una piantina dell'isola con indicate le zone più interessanti per le immersioni subacquee. Qui purtroppo ci fermiamo, non essendo il nostro campo non possiamo fornirvi ulteriori indicazioni, anzi siamo interessati ai vostri resoconti e suggerimenti per la visita.
Marettimo è la più bella tra le isole dell'arcipelago. E' stata la prima a staccarsi dalla terraferma circa 300.000 anni, e quindi è la più vecchia tra le "3 sorelle", per questo motivo è anche l'unica dotata di falde acquifere, che rendono la vegetazione così rigogliosa e lussureggiante. Anche le numerose grotte che disegnano le sue coste sono legate alla storia geologica dell'isola, perfettamente visibile nell'orografia del luogo anche ad occhi inesperti. I barcaioli del luogo e diverse compagnie ben organizzate vi condurranno alla scoperta delle sue spelonche più belle e affascinanti dai nomi fantasiosi, legati o al processo di formazione o a strane forme rocciose presenti all'interno (come la Grotta del Cammello, sulle cui pareti alcune formazioni rocciose ricordano l'occhio del cammello). Anche a Marettimo, a Punta Troia, è presente un castello normanno, trasformato in prigione borbonica (da cui riuscì a fuggire Guglielmo Pepe) ed infine roccaforte degli alleati durante la II guerra mondiale. Potete arrampicarvi fin lassù e ammirare il panorama, anche se il castello è chiuso al pubblico ed è ancora più diroccato di quello di Favignana. Fate Attenzione!! Una chicca. Sotto la spiaggia di Punta Troia, c'è una grotta, raggiungibile solo via mare, nuotando in apnea, attraversata la quale giungerete ad una isolata spiaggia, ricca di conchigliette multicolore.
Dalla Liguria alla
Sicilia lungo lo spartiacque appenninico, per ADMO e per la Scienza.
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WebMaster Virgillito Maria.
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